domenica, 09 marzo 2008

Considerata la “nave più sicura del mondo”, tanto da essere battezzata Titanic, in onore delle potentissime divinità greche, affondò durante la prima traversata.

 

La nave più sicura del mondo non aveva sufficienti scialuppe di salvataggio, mancavano adeguati compartimenti stagni ed il personale non era stato addestrato per gestire una possibile emergenza.

Inoltre non aveva un sistema di altoparlanti interni e segnalazioni d’allarme per avvisare i passeggeri in caso di pericolo.

La cosa più assurda, fu, che molte scialuppe non furono inserite perché avrebbero “rovinato l’aspetto della nave”, la convinzione dei costruttori che non sarebbero servite, si affianca al fatto che sulla nave, oltre ai ricchi signori, viaggiavano anche molti emigranti, probabilmente non era previsto nessun “optional” per loro.

 

 

Nel 1907 la White Star decise la realizzazione di tre grandi e lussuose navi gemelle: l’Olympic, il Titanic e il Gigantic (a cui fu cambiato il nome in Britannic, dopo la sciagura del Titanic).

 

 


Verso la fine del 1908 iniziarono i lavori di costruzione nel più grande cantiere navale di Belfast l’Harland & Wolff e furono completati a tempo di record.

 


Lussuosamente arredata, con saloni che ricordavano le antiche dimore patrizie, colonne dorate, pannelli di legno pregiato, la nave era dotata di una piscina coperta, una palestra, un bagno turco, salotti di svago, bar,  …ovviamente a disposizione solo dei passeggeri di prima classe, per gli emigranti irlandesi, fiduciosi  in una nuova vita c’era solo la terza classe, costretti in anguste cabine.

 


Il Titanic salpò l’11 aprile 1912 e tale era la fretta dei costruttori di battere la concorrenza che non furono fatte prove complete in mare.
Con le macchine spinte al massimo, nel tentativo di attraversare l’Atlantico in tempi record, per alcuni giorni la navigazione fu molto veloce e regolare.

Il 14 aprile, la stazione radio di bordo ricevette parecchie segnalazioni circa la presenza di iceberg lungo la rotta del Titanic.

La navigazione procedeva tranquillamente, il mare era calmo, il cielo limpido e stellato, mancava la luna, ma la visibilità era ottima.

 


Le vedette, che non erano dotate di adeguati cannocchiali, alle 23.40 avvistarono ad occhio nudo un enorme iceberg e lanciarono l’allarme.
L’ufficiale di guardia, William Murdoch, immediatamente ordinò l’indietro tutta e una virata, ma la velocità della nave, circa 22 nodi, e l’ostacolo troppo vicino resero impossibile la manovra.

Si tentò allora di far passare la nave a sinistra dell’iceberg sfiorandolo con il fianco destro, il risultato ottenuto fu che il Titanico urtò la massa di ghiaccio riportando uno squarcio lungo il fianco di circa novanta metri.

 


Il Titanic era dotato di sedici compartimenti stagni, avrebbe potuto continuare a navigare con quattro compartimenti allagati, ma l’iceberg aveva squarciato la carena e sei compartimenti stagni.
La cosa non era stata prevista dai progettisti.

 

 

Alle 00.15 il Carphatia ricevette l’SOS, era a quattro ore di navigazione dal Titanic ed era la nave più vicina.

Iniziò la lenta agonia della “nave più sicura del mondo”.

Il Titanic imbarcava sempre più acqua nei compartimenti di prua, inclinandosi in avanti.

La poppa iniziò a sollevarsi.

La nave si inclinava sempre di più, le luci si spensero improvvisamente poco prima che lo scafo si spezzasse in due tronconi.
La prua, più pesante, si inabissò subito e poco dopo toccò alla poppa, che prima tornò al suo posto, poi in un ultimo impeto possente si innalzò verticalmente per poi affondare nel buio dell’oceano.

La temperatura della acqua era tra lo 0° e i 2° C.
Le persone che affondarono con la nave o furono trascinate dal risucchio, morirono subito, chi indossava i giubbotti di salvataggio e riuscì a stare a galla morì per ipotermia.

 


Il Carpathia arrivò alle 4.00.

 

 

Tutto era calmo, il mare disseminato di corpi, le scialuppe con i 705 supersiti.

 

 

Il Titanic morì insieme a 1518 persone.

 


 


postato da: sabry65 alle ore 12:33 | Permalink | commenti (13)
Commenti
#1   09 Marzo 2008 - 16:48
 
beh, non c'è che dire, tutti i racconti sul Titanic sono densi di fascino, ed anche il tuo ha aggiunto degli elementi......
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Francesco071966

#2   09 Marzo 2008 - 19:27
 
sì, rimane una storia con un suo fascino e anche un monito :)
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#3   11 Marzo 2008 - 10:01
 
Negli abissi a 4000 metri di profondità c'è un tesoro e una storia indimenticabile che ci tocca nel profondo del cuore...
utente anonimo

#4   11 Marzo 2008 - 10:03
 
Luca
utente anonimo

#5   11 Marzo 2008 - 10:15
 
:) ciao Luca, bel lavoro
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#6   11 Marzo 2008 - 10:36
 
E' quasi inevitabile il collegamento con tre altri famosi disastri navali.
Primo in ordine di tempo e il meno cruento è l'affondamento al varo dell'ammiraglia svedese Vasa avvenuto nel XVII secolo, fatto dovuto a errori di progettazione e a modifiche disastrose imposte in corso d'opera dal re di Svezia.
Secondo, lo speronamento del transatlantico italiano Andrea Doria (47 morti).
Anche in quel caso, oltre alla fitta nebbia che gravava nell'area a largo di Nantuket e alla devastante forza d'urto della prora rompighiaccio dello Stockholm, l'affondamento fu facilitato da problemi di stabilità del transatlantico italiano.
Il terzo, tragico ricordo è la sciagura del traghetto Moby Prince nella rada di Livorno.
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#7   11 Marzo 2008 - 14:18
 
:) ciao caro copperhead
e grazie come al solito. Sei anche fonte di ispirazione per me. Prima o poi scriverò qualcosa sull'andrea doria
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#8   11 Marzo 2008 - 15:07
 
Oooops, mi rendo conto di aver fatto una madornale gaffe scrivendo prora al posto di prua. Sono proprio un marinaio d'acqua dolce :-(

Ciao :-)
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#9   19 Marzo 2008 - 14:35
 
Bel post!

Quella delle scialuppe è una delle beffe più tragiche: le leggi dell'epoca non prevedevano che il numero di scialuppe fosse sufficiente per tutti, passeggeri ed equipaggio.
Anzi, se non ricordo male, il Titanic aveva un numero di scialuppe persino superiore al limite minimo; ma molte furono caricate dai naufraghi solo in piccola parte.
All'epoca era forte l'idea che fosse la nave stessa la principale scialuppa (lo disse anche il capitano del Carpathia davanti ad una delle commissioni d'inchiesta, non ricordo se la britannica o l'americana); se lo squarcio non fosse stato così ampio ma soprattutto se il capitano del Titanic Smith non fosse andato così veloce (su una rotta notoriamente pericolosa, seppur più breve di quella più meridionale), il Titanic forse avrebbe resistito più a lungo e il Carpathia sarebbe stato più vicino ed avrebbe salvato tutti o quasi.

C'è anche il mistero di una nave fantasma, di cui vari testimoni da diverse posizioni della nave morente ed in diversi momenti avvistarono le luci di posizione.
Ma non fu mai identificata.

Una tragedia accresciuta dalla mania di coloro che hanno saccheggiato la nave (tomba di oltre un migliaio di persone morte orribilmente) per avidità o voglia di avventura.

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#10   23 Agosto 2008 - 18:45
 
E' buffo notare che venne stabilito con certezza che il Titanic si spezzò in due tronconi solo nel 1985 con la spedizione di Robert Ballard. Fino a quel momento si diede credito alle testimonianze di alcuni facoltosi passeggeri (altri affermarono il contrario) e soprattutto del secondo ufficiale Lightoller.

Post molto interessante, per me che sono appassionata del Titanic. Anche io ad aprile ne scrissi uno diviso in sei parti: uno per ogni giorno di viaggio più il lunedì successivo.
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#11   24 Agosto 2008 - 08:51
 
ciao Darthy, mandami il link per cortesia, mi farebbe piacere leggerlo
:)
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#12   25 Agosto 2008 - 16:03
 
Certamente, ti mando un messaggio privato. Ciao!
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#13   25 Agosto 2008 - 16:18
 
:) grazie!
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Commenti

categoria:titanic